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Lunedì 9 Dicembre 2019

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Gli articoli di Ricerca Indipendente

Premessa

Che gli eventi riguardanti l'11 settembre 2001, raccontanti dalla versione ufficiale, non corrispondano in alcun modo alla realtà è un dato di fatto.
A difendere la versione ufficiale è rimasto solo qualche sadico troll di dubbia credibilità e confermata deficienza complessiva, ma chi si affaccia a questa tematica con sana curiosità e buon senso percepisce immediatamente qualcosa di diverso.
I fatti realmente accaduti e le prove in ballo non corrispondono alla conclamata versione ufficiale, punto.

La Dottoressa Judy Wood presentò una coraggiosissima quanto interessante analisi di questi fatti, arrivando a formulare una versione non solo diversa da quella ufficiale, ma anche da quella della più plausibile demolizione controllata.
Lo studio in questione fatto dalla dottoressa parte dalle analisi percettive delle prove e dei fatti realmente accaduti.

Estraiamo parte del suo discorso:

Come si può chiamare INCENDIO, o FUOCO, quella cosa che brucia le automobili, lasciando intatti i fogli di carta presenti, sparsi ovunque?
In realtà, le automobili appaiono TOSTATE, deformate, ribaltate.
La carta è lì, c'è tutta.

Le parole possono descrivere una realtà completamente diversa da quella che possiamo percepire.

Ovvero, tentiamo di descrivere la realtà partendo dalla percezione di questa, utilizzando parole derivate da esperienze e conoscenze collettivamente note, accettate e condivise a livello sociale.

Ma... non sempre è fuoco tutto quello che brucia.

Il Sole

Foto del Sole proposta dalla NASA

Foto del Sole proposta dalla NASA

 

Foto del Sole realizzata con Nikon P900 e filtro Astrosolar

 

 Analogamente, proponiamo in simil veste la stessa metodologia della dottoressa Judy Wood per analizzare ciò che percepiamo nella nostra realtà.

Si prendano in esempio le precedenti foto del Sole; la prima è quella che normalmente siamo abituati a vedere, la seconda è quella che vedremmo coi nostri occhi, qualora volessimo farlo.
Non possiamo in alcun modo constatare nella realtà ciò che la prima foto descrive; ciò che vediamo assomiglia molto a qualche fantasiosa interpretazione artistica computerizzata di ciò che potrebbe essere.
La seconda, osservabile da terra da chiunque, ci suggerisce qualcosa di diverso.

Osservando il Sole con i nostri occhi, possiamo percepire all'istante che quell'oggetto non è in alcun modo un qualcosa che brucia, ma che reagisca a qualcosa.
Del resto, poiché nel vuoto è impossibile che si verifichi anche la più semplice combustione, come potrebbe mai un "qualcosa" bruciare perennemente, propagando ampi spettri di energia, per miliardi di anni?

Che la nostra ecumene geografica sia piatta e stazionaria è semplicemente ciò che possiamo percepire.

  • Non avvertiamo alcuna rotazione terrestre (quando siamo perfettamente in grado di avvertire leggere brezze, vibrazioni, sbalzi di pressione d'aria...)
  • Non osserviamo alcun effetto dovuto alla rotazione terrestre (nessuna oscillazione di oggetti, nessun cambiamento di posizione dei giroscopi, nessuna perenne condizione di bacini d'acqua impetuosi, costellazioni sempre identiche e totale assenza di parallasse stellare... )
  • Non abbiamo prova di alcuna curvatura, con semplici telescopi possiamo portare nuovamente alla vista oggetti che dovrebbero finire dietro alla curvatura, possiamo condurre prove laser su grandi distanze...
  • I grandi bacini di acqua possono creare estese superfici a specchio, impossibili da realizzare qualora l'acqua potesse, in qualche modo, curvare.

Ciò che non possiamo "toccare con mano" sono i corpi celesti, con bona probabilità non ci siamo mai riusciti... e mai ci riusciremo.
Ma possiamo comunque tentare di descrivere a parole ciò che l'attuale tecnologia ci consente di percepire.

La superficie solare presenta, di tanto in tanto, diverse macchie, dette appunto macchie solari.

Come potrebbe mai, una immensa palla di fuoco che raggiunge temperature inimmaginabili, presentare macchie in grado di farci percepire "assenza di calore"?

Come potrebbero esistere zone che "bruciano meno"?
Impossibile.
Inaccettabile quanto ingannevole qualsiasi spiegazione si voglia dare.
Materiale che risale dal nucleo? Ma il nucleo non è più caldo della crosta?
Zona raffreddatasi a seguito di una esplosione solare? Ma un'esplosione come potrebbe dissipare calore quando, in realtà, ne genera di più?
In parole povere, perché quella zona non si "illumina"?

Allo stesso tempo, nel modello della Terra Piatta possiamo trovare diversi problemi nelle varie ipotesi formulate per descrivere il Sole.
Alcuni ricercatori sostengono che il Sole sia il punto focale generato dalla rotazione del plasma, o all'interno della famigerata cupola, o al di sopra di questa; tale cupola, concava, sarebbe diretta responsabile della creazione del ponto focale ; come potrebbe mai un punto focale, ovvero concentrazione di luce, presentare "zone senza luce"?
Impossibile.
Altri ricercatori considerano il Sole come un corpo autoilluminato, possibilmente piatto, possibilmente sferico; come potrebbe mai un corpo autoilluminato (da dentro) presentare zone che non emettono luce?
E soprattutto, da dove arriverebbe l'energia per autoilluminarsi?

 

Un oggetto che reagisce, percepiamo una Reazione

Proponiamo una visione diversa, che ci sentiamo di condividere e, perché no, discuterne con altri ricercatori interessati.

Sappiamo dell'esistenza di vari corpi celesti nella volta celeste, o meglio, ce lo hanno insegnato i Babilonesi, fautori del sistema Saros, impiegato ancora oggi per la previsione delle eclissi.
Sappiamo inoltre che, a certe altezze, possiamo iniziare a misurare ampi spettri energetici e radioattivi, che si intensificano man mano sempre di più all'aumentare dell'altezza.
Non possiamo essere sicuri del fatto che queste aree altamente energetiche vengano create dal Sole, ma sappiamo che ci sono.

Ma possiamo proporre un ragionamento inverso.

L'Universo Elettromagnetico intuito da Nikola Tesla si basa su Energia, Frequenza e Magnetismo.
Il sistema "Terra", quindi, è di per se una "macchina" dotata di tutte le forme di energia possibili.
Ogni corpo celeste intrappolato nel campo magnetico deve avere una propria struttura, quindi, reagire autonomamente a certe esposizione energetiche e/o radioattive.

Ecco che possiamo iniziare a spiegare meglio, per esempio, le macchie solari come aree che, per qualsiasi motivo (Ostacoli? Interferenze?), non reagiscono.

 

Altre reazioni celesti, corpi visibili e non visibili

Sappiamo che, in realtà, i colori non esisto.
In totale assenza di luce, all'interno di una stanza a noi sconosciuta, non potremmo distinguere alcun oggetto, alcuna forma, alcun colore.
Proiettando una luce ultravioletta, avremmo una reazione da parte degli oggetti presenti nella stanza, distinguendo forma e disposizione.

Ma il colore? Quale sarebbe il loro vero colore? Potremmo percepirlo?
Il loro colore sarebbe quello che siamo comunemente abituati ad associarqli quando la sorgente luminosa è tendente al bianco?

Come potrei percepire visivamente un oggetto e determinare la sua composizione, al variare della sorgente luminosa?
Sarei in grado di distinguere la plastica dal metallo, il legno dal vetro?

Ogni corpo celeste reagisce in un certo modo, dipendentemente dalla propria struttura; ma in assenza di una certa radiazione luminosa non possiamo osservarlo.

Consideriamo Rau come un corpo inerte a tutte le radiazioni possibili, al contrario del Sole, che reagisce (e le riflette) tutte.
Forse è per questo che uno è invisibile, mentre l'altro assolutamente visibile.

Consideriamo la Luna come un corpo che reagisce solo a determinate radiazioni, così come tutti gli altri pianeti.
O forse che, nel loro vorticare, entrino ed escano continuamente in certe aree radioattive.

E che dire delle Stelle, che si illuminano solo in caso di assenza del Sole, come se interferisse negativamente?

 

Quindi, se è vero che ad ogni azione corrisponde una reazione opposta e contraria, la conclusione è solo una: questione di percezione.