Da quando usa la cannabis per combattere i sintomi del morbo di Parkinson, con cui convive da vent’anni, Larry Smith, ex poliziotto del Sud Dakota, sta meglio.

Pochi minuti dopo avere messo una goccia di olio di cannabis sotto la lingua, il suo corpo si rilassa: i tremori quasi scompaiono, riesce a parlare normalmente controllando i movimenti delle mani.

Nel filmato interviene anche il dottor Daniele Piomelli, professore di Farmacologia alla scuola medica UC Irvine: "È deludente sapere che esiste questo potenziale non sfruttato che potrebbe servire per generare nuovi farmaci, e che questo progresso viene bloccato a causa di problemi finanziari o di questioni politiche. È estremamente frustrante".

Link al Video Originale

Dall'Universo Elettromagnetico si arriva al modello Terra Piatta.
Un modello che sovverte di sana pianta il Sistema Eliocentrico, presentando una configurazione completamente diversa.
Tale modello di Universo Elettromagnetico, non condiviso dalla Flat Earth Society (ed è un bene, vista la dissonante attitudine di pubblicare e deridere tutto ciò che essa stessa propone), risulta essere il più attendibile e comunemente accettato dai ricercatori indipendenti.

Come funzionerebbe, quindi, il modello "Universo Elettromagnetico", noto come "Terra Piatta"?

Luce del giorno, stagioni, fusi orari, albe e tramonti, eclissi, stelle, gravità, maree, navigazione, fasi lunari, tempi di rotazione dei corpi celesti e orbite dei pianeti.

Voce: Dino Tinelli
Link al Video Originale

Il Dr. Dan Neides, ex direttore medico e direttore operativo del Cleveland Clinic Wellness Institute, spiega coraggiosamente come ha realizzato che i vaccini non sono sicuri come dicono e perché non dovrebbero mai essere prescritti.

Voce: Dino Tinelli

Da oggi ricercaindipendente.org approda anche su Facebook ed apre la sua pagina ufficiale.

Sarà possibile seguire il nostro progetto tramite il popolare social network, dai contenuti minori alle anteprime dei nostri contenuti più importanti, con un pizzico di rumor in più.

Nel pieno rispetto della filosofia di ricercaindipendente.org, che si prefigge l'obiettivo di presentare contenuti allo stato puro e privi di distrazioni (commenti, pubblicità, popup etc), le condivisioni e le varie interazioni coi contenuti su Facebook non interferiranno in alcun modo qui sul nostro sito.

Link alla pagina Facebook: https://www.facebook.com/ricercaindipendente.org

Ennesimo capolavoro firmato Eric Dubay, narrato da Daniela Ballarini.

Disponibile la versione PDF.

Il massacro fake della Nuova Zelanda, video censurato da tutti i canali Youtube.

 

No!
Non stiamo parlando del celebre quotidiano di Roma, in quest'articolo ci occuperemo del Messaggero per antonomasia, parleremo quindi di Mercurio.
Per riuscirci faremo leva sul dualismo dio-pianeta Mercurio e cercheremo d'interpretarne i messaggi.
Vi chiederete quali siano tali messaggi, cosa possiamo carpire oggi di più di quanto la mitologia e l’astronomia non ci abbiano già raccontato...

Non dimentichiamoci che Mercurio è il Messaggero degli Dei e, in quanto tale, trasporta informazioni degne delle divinità.

I messaggi di Mercurio sono là in bella mostra ma, per comprenderli a fondo, serve la giusta chiave di lettura. Non c’è bisogno di complicati sistemi di decrittazione alfanumerica, ci aiuterà la semplice applicazione della logica e qualche operazione aritmetica.

Tre sono i principali "messaggi" che trasmette Mercurio:

  1. Le sue dimensioni e la sua visibilità nel cielo

  2. Il suo transito davanti al Sole

  3. La sua visibilità nel Sistema solare

Stima base dei messaggi

L'area di riferimento sulla quale andremo ad analizzare i tre messaggi di Mercurio sarà, ovviamente, il Sistema solare, secondo il modello copernicano.

Analisi del messaggio 1)

La teoria di Copernico (cui sono associate le leggi di Keplero sui moti orbitali) ci fornisce due dati:

  1. Mercurio è un pianeta roccioso con un diametro di 3032 miglia (4879 km), in pratica, le dimensioni del continente Nord Americano.

  2. La distanza tra la Terra e Mercurio è di circa 48 milioni di miglia (77.248.512 km, un bel po’ di strada!)

A fronte di queste informazioni è qui che dobbiamo fare il salto di qualità, per farlo basta applicare la logica.
Il cervello umano funziona attraverso un meccanismo fondamentale, confrontare le informazioni percepite dai sensi con quelle acquisite e consolidate attraverso le esperienze dirette e indirette.
Tutte le informazioni ricevute sono elaborate dal cervello confrontandole con la propria banca dati.
Il risultato di tale comparazione, ci permette di interagire con la realtà che ci circonda.

Prendendo spunto da quello che il nostro cervello c'insegna e facciamo la nostra comparazione sulle dimensioni e distanze di Mercurio.

Consideriamo un Boeing 747 che vola alla quota di crociera di 12000 metri, alzando gli occhi al cielo noi possiamo vederlo (mentre irrora l’atmosfera con sostanze chimiche) poco più grande di un punto, in altre parole, un arco di 1 grado o poco più, che corrisponde alla dimensione minima distinguibile a occhio nudo.
Questo significa che, qualora l’aereo volasse a quote di poco superiori, per esempio a 20.000 metri, non riusciremmo più a vederlo. Sapendo che il 747 è lungo 71 metri, abbiamo fissato il nostro riferimento, ovvero il nostro parametro quantitativo di confronto.

Torniamo a Mercurio.
Tutti gli astrofili, ma anche i semplici romantici osservatori del cielo notturno, sanno benissimo che l’astro è visibile a occhio nudo sull’orizzonte.
Valutiamo bene, allora, quello che i nostri occhi ci dicono.
Pressappoco la dimensione apparente è molto simile a quella del Boeing 747 è quindi più che ragionevole ammettere quanto segue:

il rapporto tra la il diametro di Mercurio e la sua distanza dalla Terra dovrebbe essere simile o anche maggiore del rapporto tra le dimensioni del 747 e la distanza da terra (quota di volo).

Facciamo due semplicissimi conti:

 

I risultati si commentano da soli.
I due rapporti k1 e k2 sono molto diversi, k1 è ben 100 volte più grande di k2!
Questo significa, quindi, una cosa sola: le dimensioni di Mercurio sono INCOMPATIBILI con la visibilità a occhio nudo, in altre parole l’astro è troppo piccolo perché si possa distinguere a 77 Milioni di chilometri!
Questa è l’essenza del primo messaggio, con Mercurio le misure del Sistema solare sono totalmente incoerenti con l’osservabilità del pianeta.

Ebbene si l’ho fatto!
Mi ero ripromesso di non farlo ma l’ho fatto, ho infilato le mani in quella marmellata chiamata meccanica relativistica.
Ma, per fortuna mi sono munito di protezioni opportune.
Non mi considero un esperto né tantomeno un ammiratore di tale disciplina, ma il fatto di dovere per forza digerire cose come: dilatazioni/contrazioni di massa, tempo e spazio locale e simultaneità non mi va giù!

L’assassino torna sempre sul luogo del delitto e qui abbiamo a che fare con un "serial killer", questo è l'unico termine possibile per definire UN SISTEMA che continuamente sopprime la verità, il cui modus operandi è ben tracciato. E così questa volta ho deciso di vestire i panni della polizia scientifica.

Il profilo del “serial killer”

Il "serial killer" è un maschio di età compresa tra i 30 e i 40 anni, manie di grandezza, apparentemente genio ma in realtà un furbone ben spalleggiato.

Modus operandi e principali vittime

Il primo caso avvenne nel 1905, in quegli anni il mondo scientifico, già frustrato dopo tre secoli di fallimenti nei tentativi di predire i transiti di Mercurio sul disco solare, era in preda alla malcelata frustrazione.

Due arguti scienziati e fini sperimentatori, tali Michelson e Morley, avevano da qualche tempo (1887) eseguito il loro celebre esperimento di misurazione della velocità della luce.
Altro sconcerto e disagio erano stati inavvertitamente generati dai risultati del suddetto esperimento: l’atteso sfasamento di due raggi di luce A e B, che l’esperimento si proponeva di misurare, era in pratica nullo.

Eppure, tutto era stato controllato e ricontrollato con la necessaria scrupolosa dovizia. I percorsi A e B dei due raggi di luce dovevano differire tra loro a causa del presunto moto del pianeta Terra nello spazio e generare lo sfasamento tanto agognato, affannosamente cercato… e, MAI trovato. Il dubbio serpeggiava nel mondo scientifico e tutte le possibili spiegazioni fallivano generando assurdi paradossi che peggioravano la situazione già critica. Quel dubbio che diventava sempre più ingombrante e difficile da nascondere andava eliminato… nel più breve tempo possibile!

L’assassino entrò in azione in maniera elegante e con il massimo sangue freddo, ci vollero tutte queste doti per avere la meglio sulle vittime. Prima di descrivere come il “killer” agisce, tuttavia, dobbiamo comprendere nel dettaglio il contesto nel quale il "killer" agisce. Analizziamo l’esperimento di Michelson e Morley da vicino (vedi figura 1 di seguito):

 

 

Figura 1 - Schema Interferometro di Michelson e Morley

(nota: l'interferometro è usato anche dalla NASA)

Massimo Mazzucco e la sua teoria della TESTA piatta.
Risposta dei sostenitori della Terra piana a colui che li definisce delle teste piatte.
Le teorie, senza alcun riscontro scientifico, pronunciate dal signor "so tutto io" della scienza, leggendo un testo scritto su un tabellone, immettendo spezzoni di video insignificanti, poiché incompleti, lo fa regredire nel girone dei racconta balle.
Un millantatore che non si confronta ma denigra.
Questa è la figura che rappresenta in questo momento il sig. Mazzucco, schernendo chi della forma della Terra ha tutt'altra opinione.

Link al video originale

Tutte le Annotazioni di Ricerca Indipendente