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Mercoledì 20 Novembre 2019

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Gli articoli di Ricerca Indipendente

Fonte articolo originale: http://www.panificiochicco.it/chifelio/antartide.php

Immagine NASA dell'Antartide

Perché "imbarazzante" e per chi?
Imbarazzante per "loro"![1] In quanto "NOI", avendo un modello plausibile del mondo, come vedremo più avanti, non abbiamo a dimostrare o spiegare nulla di diverso da quello che ci dicono i nostri sensi e gli strumenti.
 
L'input a scrivere questo articolo, mi viene da una domanda che mi sono posto, guardando le mappe, che chiunque può trovare facilmente in rete, e ne fornirò anche i link.
Se le cose stanno come penso, come pensiamo "NOI", esisterebbe un modo semplicissimo per dimostrarlo: una circumnavigazione del continente sotto inchiesta dovrebbe richiedere tempi molto diversi, nella "palla" e nella terra piana.

Misurazioni con QCad su una mappa dell'Antartide.



Un conto sarebbe circumnavigare un continente di circa 6'000/7'000 Km. di estensione, su una rotta grosso modo circolare di circa 16'500 Miglia, un altro sarebbe percorrere l'anello esterno descritto sulle mappe piane, di 61'358 Miglia, che sarebbe 37 volte tanto.
Ma siccome "loro" hanno la cosiddetta "coda di paglia", hanno fatto in modo che nessuno possa fare questa prova, a meno che non soddisfi i "loro" requisiti. Ma questa è una argomentazione che ci riserviamo per il finale.
Dunque, spinto dalla mia curiosità, vado a cercare notizie in rete su questa "circumnavigazione".



"Immagine" sul sito https://lisablairsailstheworld.com/the-record che vanta l'impresa di Lisa Blair.

"Lisa Blair è la terza persona in assoluto (e la prima donna) a tentare questa difficilissima navigazione tra iceberg, correnti improvvise circumpolari, balene a pelo d'acqua, nebbie e freddo letteralmente polare: la aspetta un percorso di circa 16.500 miglia carico di insidie.

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Premessa

Che gli eventi riguardanti l'11 settembre 2001, raccontanti dalla versione ufficiale, non corrispondano in alcun modo alla realtà è un dato di fatto.
A difendere la versione ufficiale è rimasto solo qualche sadico troll di dubbia credibilità e confermata deficienza complessiva, ma chi si affaccia a questa tematica con sana curiosità e buon senso percepisce immediatamente qualcosa di diverso.
I fatti realmente accaduti e le prove in ballo non corrispondono alla conclamata versione ufficiale, punto.

La Dottoressa Judy Wood presentò una coraggiosissima quanto interessante analisi di questi fatti, arrivando a formulare una versione non solo diversa da quella ufficiale, ma anche da quella della più plausibile demolizione controllata.
Lo studio in questione fatto dalla dottoressa parte dalle analisi percettive delle prove e dei fatti realmente accaduti.

Estraiamo parte del suo discorso:

Come si può chiamare INCENDIO, o FUOCO, quella cosa che brucia le automobili, lasciando intatti i fogli di carta presenti, sparsi ovunque?
In realtà, le automobili appaiono TOSTATE, deformate, ribaltate.
La carta è lì, c'è tutta.

Le parole possono descrivere una realtà completamente diversa da quella che possiamo percepire.

Ovvero, tentiamo di descrivere la realtà partendo dalla percezione di questa, utilizzando parole derivate da esperienze e conoscenze collettivamente note, accettate e condivise a livello sociale.

Ma... non sempre è fuoco tutto quello che brucia.

Il Sole

Foto del Sole proposta dalla NASA

Foto del Sole proposta dalla NASA

 

Foto del Sole realizzata con Nikon P900 e filtro Astrosolar

 

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Non erano mille, erano 702.
Violenti malfamati, protetti militarmente dagli Inglesi e finanziati dalla massoneria mondiale ebraica, che ancora oggi finanzia terroristi, tagliatori di teste e cannibali dell'Isis e di Al Qaeda.
Quegli avventurieri di allora avevano a capo un Criminale di nome Giuseppe Garibaldi, ladro di cavalli, a cui avevano mozzato le orecchie in Argentina perché beccato in flagranza di reato.

No!
Non stiamo parlando del celebre quotidiano di Roma, in quest'articolo ci occuperemo del Messaggero per antonomasia, parleremo quindi di Mercurio.
Per riuscirci faremo leva sul dualismo dio-pianeta Mercurio e cercheremo d'interpretarne i messaggi.
Vi chiederete quali siano tali messaggi, cosa possiamo carpire oggi di più di quanto la mitologia e l’astronomia non ci abbiano già raccontato...

Non dimentichiamoci che Mercurio è il Messaggero degli Dei e, in quanto tale, trasporta informazioni degne delle divinità.

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Ebbene si l’ho fatto!
Mi ero ripromesso di non farlo ma l’ho fatto, ho infilato le mani in quella marmellata chiamata meccanica relativistica.
Ma, per fortuna mi sono munito di protezioni opportune.
Non mi considero un esperto né tantomeno un ammiratore di tale disciplina, ma il fatto di dovere per forza digerire cose come: dilatazioni/contrazioni di massa, tempo e spazio locale e simultaneità non mi va giù!

L’assassino torna sempre sul luogo del delitto e qui abbiamo a che fare con un "serial killer", questo è l'unico termine possibile per definire UN SISTEMA che continuamente sopprime la verità, il cui modus operandi è ben tracciato. E così questa volta ho deciso di vestire i panni della polizia scientifica.

Il profilo del “serial killer”

Il "serial killer" è un maschio di età compresa tra i 30 e i 40 anni, manie di grandezza, apparentemente genio ma in realtà un furbone ben spalleggiato.

Modus operandi e principali vittime

Il primo caso avvenne nel 1905, in quegli anni il mondo scientifico, già frustrato dopo tre secoli di fallimenti nei tentativi di predire i transiti di Mercurio sul disco solare, era in preda alla malcelata frustrazione.

Due arguti scienziati e fini sperimentatori, tali Michelson e Morley, avevano da qualche tempo (1887) eseguito il loro celebre esperimento di misurazione della velocità della luce.
Altro sconcerto e disagio erano stati inavvertitamente generati dai risultati del suddetto esperimento: l’atteso sfasamento di due raggi di luce A e B, che l’esperimento si proponeva di misurare, era in pratica nullo.

Eppure, tutto era stato controllato e ricontrollato con la necessaria scrupolosa dovizia. I percorsi A e B dei due raggi di luce dovevano differire tra loro a causa del presunto moto del pianeta Terra nello spazio e generare lo sfasamento tanto agognato, affannosamente cercato… e, MAI trovato. Il dubbio serpeggiava nel mondo scientifico e tutte le possibili spiegazioni fallivano generando assurdi paradossi che peggioravano la situazione già critica. Quel dubbio che diventava sempre più ingombrante e difficile da nascondere andava eliminato… nel più breve tempo possibile!

L’assassino entrò in azione in maniera elegante e con il massimo sangue freddo, ci vollero tutte queste doti per avere la meglio sulle vittime. Prima di descrivere come il “killer” agisce, tuttavia, dobbiamo comprendere nel dettaglio il contesto nel quale il "killer" agisce. Analizziamo l’esperimento di Michelson e Morley da vicino (vedi figura 1 di seguito):

 

 

Figura 1 - Schema Interferometro di Michelson e Morley

(nota: l'interferometro è usato anche dalla NASA)

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Dedicato con affetto a tutti i ricercatori indipendenti che vorrebbero rispondere ai Mentana, ai Mazzucco, agli Attivissimo, alle iene ed a tutti coloro che cercano di intromettersi negativamente nel vostro modo di pensare.
Andate avanti, proseguite tranquilli per il vostro sentiero, non fanno parte di voi.
Voi siete liberi di farlo, è semplice.


E qualora vi venisse voglia di "cedere" alle loro provocazioni... per favore, fermatevi un momento, ed ascoltatevi leggendo questa sorta di fotoricordo del vostro percorso libero.
Fermatevi un momento, accomodatevi.

Nomadi che cercano gli angoli della tranquillità, nelle nebbie del nord e nei tumulti delle civiltà, tra i chiari scuri e la monotonia dei giorni che passano.
Camminatore, che vai cercando la pace al crepuscolo... la troverai alla fine della strada.
Lungo il transito dell'apparente dualità, la pioggia di settembre risveglia i vuoti della mia stanza, ed i lamenti della solitudine si prolungano.
Come uno straniero non sento legami di sentimento... e me ne andrò dalle città nell'attesa del risveglio.
I viandanti vanno in cerca di ospitalità, nei villaggi assolati e nei bassifondi dell'immensità... e si addormentano sopra i guanciali della Terra.
Forestiero che cerchi la dimensione insondabile, la troverai fuori città, alla fine della strada.

Franco Battiato - Nomadi



I percorsi che può fare un ricercatore indipendente, come quelli di un nomade, sono infiniti.
Sono percorsi solitari, che portano ai traguardi più o meno lontani dell'immensità.
E si prepara il cammino.
Lasciarsi alle spalle tutto ciò che ha fatto parte della propria vita per alimentare certezze, è il primo passo che si deve fare.
Ed inizia il cammino.
Resta indietro chi ha paura, chi non si sente pronto per questo viaggio, o chi è troppo affezionato se non radicato nella propria dimora.
E continua il cammino.
Quasi giunti alle periferie, si sentono ancora le voci dei codardi, dei mistificatori e dei buffoni che, seppur ormai lontani, ti seducono a non proseguire, a fare ritorno per restare.
Ma il cammino prosegue.
Ti ritrovi solo, ad arrangiarti, a sopravvivere, a mettere alla prova te stesso come mai prima, nelle varie difficoltà del sentiero intrapreso.
Ma il tuo sentiero è ormai il tuo cammino.
Da lontano inizi a vedere chi, come te, ha avuto il coraggio di andare, così come chi ha deciso tristemente di tornare indietro.
Ed il tuo cammino accelera verso quelli che hanno il desiderio, il coraggio e la forza di proseguire, perché il saggio dono che la vita ti offrirà, per questo cammino, sarà di ritrovarti con altri, simili a te.
E sarà bello condividere questo cammino, ristorarsi insieme, addormentandosi sui guanciali della Terra coccolati dal carosello roteante delle Stelle e della Luna, per svegliasi alla luce del Sole e proseguire il cammino.
Il cammino continua, ma non sei più solo.

Non fare mai ritorno.
Non illuderti di trovare chi vorrà ascoltare le imprese del tuo viaggio, perché le metterà in dubbio.
Non illuderti di ritrovare l'accoglienza di prima, perché le persone avranno paura di te.
Non illuderti di convincere gli indecisi a provare la bellezza di questo viaggio, perché avevano già deciso di non partire prima dell'inizio del tuo cammino.

Rialzati ora, prosegui amico ovunque tu sia, vai avanti e non tornare.

Buon viaggio Ricercatore Indipendente.

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Chi vi scrive non è un giornalista tantomeno un informatore professionista esperto di comunicazione, ho una formazione tecnica, animata però da molta curiosità anche per svariati argomenti.

Tuttavia il mio intento è di darvi delle semplici linee guida per una gestione “informata” dell’informazione (perdonate il gioco di parole, ma serviva) che chiameremo per semplificare il “frullatore”. Consideratelo quindi una sorta di manuale d'istruzione di appunto… un frullatore…

Partiamo da uno schema molto semplice:



Figura 1

Scopo

Fissiamo prima di tutto lo scopo di questo manuale, in altre parole cerchiamo di capire quanto il segnale A che entra nel “frullatore” corrisponda a quello che esce come B.

Analisi del “frullatore”

Per traguardare il nostro intento cercheremo di capire i meccanismi principali che governano il funzionamento del “frullatore”. Per farlo ci aiuteremo di uno schema che riassume i concetti basilari. Non ci addentreremo nei meccanismi comunicativi e sociologici, ma cercheremo semplicemente di esaminare quello che possiamo osservare dall’esterno che, seppur in superficie, è la parte più importante, poiché è quella che deve arrivare all’utente.

Riconosciamo almeno 4 livelli di informazione:

Livello 1 - Mainstream o Ufficiale

Livello 2 - Apparentemente non Mainstream

Livello 3 - Inchiesta e approfondimento

Livello 4 - La più obiettiva possibile

 

La stratificazione dei livelli è funzionale alla visibilità di ogni livello. Ovviamente, il Mainstream è quello al primo posto. Daremo una descrizione un po’ più dettagliata di ogni livello.

Livello 1

E’ il canale d’informazione ufficiale delle istituzioni e, in quanto tale, riporta la versione dei fatti di tutte le autorità competenti coinvolte. Senza entrare in inutili dissertazioni, mi limito a dire che è riportata l’informazione che il sistema impone. Lo scopo del Mainstream non è soltanto fornire la visione di un’informazione fine a se stessa, l’intento principale è, infatti, quello di condurre l’individuo ad uniformarsi al modo di pensare comune che il Mainstream stesso pubblicizza attraverso un continuo dosaggio giornaliero. In questo modo senza accorgersene il meccanismo di formazione delle proprie opinioni non è più libero ed autonomo ma segue le istruzioni impartite da questa sorta di lavaggio celebrale.

Livello 2

Celato da un apparente atteggiamento di comunicazione alternativa in realtà conserva, al proprio interno e in maniera subdola, i medesimi meccanismi/dettami del livello 1. Mascherati "dal Gatto e la Volpe" promettono (come a Pinocchio) i frutti del campo dei miracoli, nel momento in cui affidiamo a essi la nostra fiducia. Mentre Pinocchio, suo malgrado, si accorge dell’inganno, noi continuiamo a dare fiducia a gatti, volpi e “iene”, alle “notizie striscianti” etc.… pensando che costoro siano dalla nostra parte!

Livello 3

A questo livello troviamo principalmente le notizie della rete. L’ accesso a tale livello, per essere efficace, necessita di confronto e la ricerca di più fonti per analizzare gli argomenti da vari punti di vista e verificarne l’attendibilità. Data la vastità della Rete, si può rischiare di tirare a bordo qualche "vecchio scarpone" che, in buona fede, potremmo anche spacciare per un tonno.

Livello 4

Possiamo definire questo livello l’ambiente dove si cerca di trasferire il segnale B (figura 1) in modo tale che sia il più possibile uguale ad A. Il modo migliore per riconoscere il livello 4 è quando il diffusore delle informazioni non le promuove come un dogma (come avviene spesso ai livelli 1,2 e anche 3) ma evidenziandone eventuali lacune e spunti di riflessione, stimolando il lettore a farli propri e svilupparli a sua volta.

Nello schema in figura 2 trovate anche alcuni esempi per capire come si differenziano i vari livelli, i quali non hanno confini netti e, quindi, si passa da uno all’altro con una certa gradualità (soprattutto tra i primi tre).

Figura 2

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Qualsiasi cosa nella tua vita ti mette SEMPRE in condizione di scegliere tra due approcci: competitivo o collaborativo.
La competizione prevede la vittoria di pochi per la perdita di molti, mentre la collaborazione il raggiungimento di un perfetto equilibrio.
A scuola, competizione o collaborazione tra studenti o tra docenti, o entrambi.
A lavoro, tra colleghi o superiori, o entrambi.
Nella Famiglia, nella politica, tra amici, perfino nel gioco.
Il gioco della Dama è forse uno degli esempi più emblematici.
Una partita a dama termina in condizione di pareggio SOLO quando entrambi i giocatori si dimostrano talmente validi (o banalmente scarsi) nelle complesse strategie di gioco che nessuno dei due merita né di perdere né di vincere.
Si chiama equilibrio, o perfezione, perché nulla è più da aggiungere né da sottrarre.

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200 prove che la Terra non è una palla rotante, di Eric Dubay.

Disponibile la versione PDF.

 1) L'orizzonte appare sempre perfettamente piatto per 360 gradi attorno all'osservatore, a prescindere dall'altitudine.
Tutti i filmati di missili, aerei e droni mostrano un orizzonte completamente piatto ad oltre 20 miglia d'altezza.
Solo la NASA e altre "agenzie spaziali" governative mostrano una curvatura nei loro falsi video/fotografici.

2) L'orizzonte si pone sempre al livello dell'occhio dell'osservatore acquistando altezza, per cui non è mai necessario guardare in basso per vederlo. Se la Terra fosse di fatto un globo, non importa quanto grande, mentre si sale l'orizzonte dovrebbe restare fisso al di sotto, e l'osservatore dovrebbe inclinarsi sempre più verso il basso per poterlo vedere.

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Secondo la Teoria Eliocentrica, la Terra avrebbe la forma di uno sferoide oblato per via dell'azione contrastante tra forza centrifuga e forza di gravità.
Quindi, una sfera schiacciata ai poli e più allargata verso l'equatore, come mostrato nell'immagine.



Si afferma inoltre che tale forza centrifuga, contrastata dalla forza di gravità, sarebbe la responsabile dello spostamento delle terre verso l'equatore, per slittamento.
Prima di passare ai calcoli, sorge spontanea una prima domanda: come è possibile affermare che una tale contrapposizione di forze possa riuscire a spostare le terre senza avere la benché minima azione sulle masse d'acqua?

Per logica, si dovrebbero inevitabilmente osservare gli effetti delle forze in campo prima sulle masse d'acqua (oceani, mari, laghi, fiumi...) e solo dopo sulle masse che costituiscono le terre emerse.

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